Secondo una testata giornalistica ucraina, alcuni dipendenti del Dipartimento delle comunicazioni della polizia in ucraina sono accusati di aver minato criptovalute direttamente sul posto di lavoro per circa quattro mesi. Rubando perciò corrente allo stato.



Ora i poliziotti incriminati sono accusati di furto.

Avrebbero sottratto energia elettrica appartenente alla polizia nazionale per utilizzarla per scopi personali. Non si sa a quanto ammonti il valore dell’elettricità rubata.

Nell’aprile 2018 alcuni ispettori del Dipartimento di sicurezza interno dell’Unità Statale della regione di Rivne hanno scoperto attrezzature per il mining all’interno dell’edificio del dipartimento Comunicazione della polizia della stessa Rivne.

Tali attrezzature ovviamente non erano autorizzate, pertanto gli investigatori hanno provveduto al sequestro: sei unità di mining (ASIC), due hard disk, una scheda madre e otto carte di debito.

Non è stata resa nota la quantità di criptovalute minate dai poliziotti.

Visto che il consumo di energia elettrica è uno dei costi principali dell’attività di mining, non è raro che qualcuno decida di approfittare di fonti di elettricità. In effetti, non è un caso isolato.

Ma è illegale, se si usa energia elettrica di altri per minare criptovalute a loro spese. E a loro insaputa.

Peggio, se a farlo sono dei pubblici ufficiali.

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